TRA VISIBILE E INVISIBILECiò che non si vede, si nasconde, non c'è ma si può dire, si può dipingere, si può costruire.N.B. Quelli qui riportati sono dei frammenti in ordine inverso: l'ultimo pubblicato segue il penultimo e così via. BLOG HOME | DVDV HOME venerdì 27 novembre 2009Richiamo
Sono cose essenziali il cui richiamo è irresistibile e il cui fascino per la vita è pari a quello del cibo (lo dimostra la potenza di quelle attività che si servono di questi elementi, arte e religione in primis). Sono cose che non sono migrate dal nostro io verso il cosiddetto mondo esterno e che continuano a essere definite come cose dell’intimo. Il marchingegno di Giacometti consente l’incongruente movimento dell’inamovibile perché installato senza distanza. Ancora, nonostante questo tentativo di dissezione non è possibile dire come tali movimenti inconcepibili avvengano. Quali sono le tecniche di impasto di questo materiale pensato? Una regola operativa, come fa la visione oggettiva, tenta di circoscrivere gli elementi di un’azione invarianti delle soggettività, consentendo la ripetizione di quell’atto indipendentemente dal soggetto che lo compierà. La fondazione di una regola necessita di uno straniamento astratto dalla cosa, si fonda su quel creativo sgretolamento senza memoria che permette di identificare le cose lì fuori. Costruendo invece nell’ambito del pensiero non circoscritto, centrato in sé, la codificazione della regola è impossibile. Per questo l’edificazione dei riverberi dell’essere è sempre un’epifania individuale. Nessun artista è in grado di spiegare o insegnare perché e come le proprie opere siano riconosciute con tanta evidenza. Eppure, qualcosa è possibile fare per imparare a costruire (per costruire ci vuole un architetto) di questi inconcepibili così come è possibile riabilitare chi abbia subito un trauma cerebrale. Non si può insegnare o descrivere la tecnica per muovere gli alluci, i mignoli o le orecchie perché non si è in grado di estraniarsi da ciò che è immobilmente installato nella struttura neurale ma si può mettere in condizione il malato di riscoprire in sé il modo per farlo.
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